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tribunale 17

VERBANIA - 13-10-2021 -- “Quella motocarriola è la mia”. È nata tra gli alpeggi di Ornavasso nell’agosto di due anni fa la disavventura giudiziaria di un 43enne pastore che s’è trovato a processo per ricettazione. Quel giorno un conoscente che ha una baita non distante dalla sua e con il quale non c’erano buoni rapporti, si presentò da lui che stava lavorando e trasportando materiale con una motocarriola, dicendo che il mezzo era suo e che gli era stato rubato qualche mese prima. Per quel furto aveva sporto denuncia ai carabinieri di Premosello Chiovenda, che furono poi chiamati a intervenire e a investigare sull’origine di quel mezzo da lavoro, che il 43enne sosteneva essergli stato donato da un conoscente di Verbania, saltuario frequentatore dell’alpeggio che però non poteva rintracciare perché trasferitosi all’estero.

Destinatario di un decreto penale di condanna, il pastore s’è opposto ed è stato processato. Il Tribunale di Verbania l’ha riconosciuto innocente e, su richiesta dello stesso pm, è stato assolto. Tra i numerosi testimoni chiamati, compreso colui che aveva effettuato la manutenzione della motocarriola e alcuni interventi di riparazione, non è emersa la prova che si trattasse della stessa attrezzatura rubata.

 


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