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VERBANIA - 15-10-2021 -- Una sincope, un malore improvviso non preventivabile che non lascia traccia clinica. È su questa sorta di svenimento che la difesa, tramite il consulente medico di parte, punta per discolpare il 27enne ossolano che è a processo per omicidio stradale e lesioni gravissime.

Il giovane deve rispondere dell’incidente avvenuto il 23 marzo del 2019 in via Vittorio Veneto, sul ponte che collega Pallanza a Intra. Al volante di una Ford Fusion, scavallata la sommità del viadotto, nella discesa sterzò repentinamente a sinistra, invadendo l’opposta corsia di marcia, toccando leggermente un altro veicolo per finire su una famiglia che tornava a casa dopo la cena fuori. Erano da poco passate le 22 e quell’auto stroncò la vita di Giovanni Agosti, 54enne venditore d’auto di Cossogno, ferendo gravemente la di lui compagna, la nuora e facendo sbalzare dal passeggino il nipotino di pochi mesi che, miracolosamente, uscì quasi illeso dal sinistro.

Omicidio stradale e lesioni stradali gravissime sono i reati contestati dalla Procura. Il 27enne, difeso dagli avvocati Guido Pitzalis e Valeria Sannella, ha scelto il rito abbreviato e, nell’udienza dell’altro ieri davanti al gup Rosa Maria Fornelli, ha chiesto fosse sentito il suo consulente medico. Un malessere transitorio è la spiegazione che la difesa fornisce per quella manovra pericolosa, che non è riconducibile all’alcol (i test erano negativi), all’alta velocità (il mezzo procedeva sotto il limite), né all’uso del cellulare (accertato dall’esame dello smartphone).

Che sia sufficiente lo stabilirà il giudice, che ha sottoposto numerose domande al consulente di parte, così come le parti civili, secondo le quali si tratta solo di un’ipotesi non suffragata da alcun dato scientifico o medico.

 


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